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Cosa fare e cosa non fare quando il bambino fa la "cacca" addosso

Nella mia pratica clinica con i bambini e le loro famiglie, mi capita spesso di incontrare genitori preoccupati perché il loro bambino “fa la cacca addosso”.

Si parla di encopresi quando il bambino emette le feci in luoghi inappropriati,  nei vestiti, sul pavimento, sia involontariamente sia intenzionalmente, e ciò si verifichi almeno una volta al mese per almeno 3 mesi, in bambini che abbiano almeno 4 anni.

In pochi casi si tratti di una condizione medica, che come tale va trattata, ma nella maggior parte dei casi tale condotta rientra in una dinamica relazionale, dove il sintomo  viene utilizzato per veicolare una serie di messaggi tra i genitori e il bambino e più spesso anche tra quest’ultimo e i nonni, gli zii o altri adulti di riferimento.

E’ facendo esperienza del fare la “cacca” addosso che il bambino pian piano impara a percepirla ed a controllarla, ma se sente un’eccessiva preoccupazione per l’igiene e un eccessivo controllo da parte dell’adulto, qualcosa può bloccarsi in quella che dovrebbe essere una fase naturale della crescita.

Per il genitore, il controllo degli sfinteri segna un passaggio importante nella crescita di un figlio e spesso viene connotato di una serie di significati legati alle paure più svariate: paura di non essere abbastanza bravo, paura che il proprio figlio non cresca, che non sia abbastanza  maturo o che non lo accettino alla scuola materna.

Se il bambino percepisce ansia e preoccupazione piuttosto che un atteggiamento sereno attorno alla sua “cacca”, può succedere che quest’ultima diventi uno strumento di potere per veicolare la relazione con l’adulto o per attirare le attenzioni su di sé o per acquisire dei vantaggi secondari.

A ciò si spesso si aggiunge il senso di vergogna e/o di inadeguatezza che il bambino può provare cui possono seguire condotte di evitamento sociale da parte sua e dell’intera famiglia.

CHE COSA NON FARE:

- parlare dell’argomento “cacca” con parenti ed amici in presenza del bambino;

- chiedere continuamente al bambino se deve fare la “cacca”;

- rimproverarlo quando la fa addosso;

- permettere ai parenti di fare domande sulla “cacca” del bambino in sua presenza.

CHE COSA FARE:

-  sforzarsi di mostrare un atteggiamento sereno quando il bambino “fa la cacca addosso”

rivolgersi allo psicoterapeuta quando questa difficoltà persiste e compromette la serenità dell’intera famiglia.

 

dr.ssa Annarita Di Somma 

Psicologa Psicoterapeuta

Alchimie Junior

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Commenti: 3
  • #1

    Benedetta (martedì, 30 giugno 2020 11:31)

    Mi é piacuto molto e vi ringrazio

  • #2

    Marica (sabato, 06 marzo 2021 15:59)

    Salve io ho un problema e vorrei aiuto,ho il mio bimbo che ha tolto il pannolino a due anni era pronto quindi non mi ha mai bagnato il letto poi come ha iniziato l asilo un po prematuro quindi a due anni e mezzo ha iniziato a farsi la pipì sotto solo la notte tranne nel fine settimana in oltre ora torna a casa e a cena vuole essere imboccato....inoltre ieri e oggi mi ha fatto la cacca addosso lui compie 4 anni a luglio...il mio pensiero è che a scuola ha un disagio perché non si spiega questo suo comportamento come devo comportarmi grazie

  • #3

    Dr.ssa Annarita Di Somma (venerdì, 12 marzo 2021 21:25)

    Salve Marica, da queste poche informazioni che scrive , sembra che suo figlio stia attraversando una fase di regressione che spesso puó emergere con la nascita di un fratellino o per esprimere un disagio o una richiesta. La sua attenzione é andata sulla scuola. Mi chiedo se ci siano altri segnali che glielo facciano pensare o é perché non riesce a trovare altre motivazioni. A volte, tali comportamenti esprimono richieste o disagi difficili da riconoscere. Potrebbe esserci stato qualche cambiamento o qualche evento impattante su tutta la famiglia e indirettamente sul bambino o come lei pensa qualcosa a scuola. Se ha questo dubbio, cerchi un dialogo sereno con le maestre e rassicuri suo figlio sui suoi comportamenti. Potrebbe trattarsi di una fase passeggera, ma se dovesse prolungarsi, non esiti a chiedere una consulenza specialistica.
    Grazie per averci contattato.