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A che “gioco” stai giocando?

 

 

“Dottoressa come faccio ad impedire a mio figlio di utilizzare lo smartphone tutto il giorno?”

Nel momento storico che stiamo vivendo questa è sicuramente una delle domande che più frequentemente un genitore di un adolescente si pone e mi pone durante una seduta di psicoterapia.

In realtà non credo esista un modo “scientifico” per separare un adolescente dal suo smartphone perché immagino, anzi ne sono certa, che qualsiasi modo sarebbe vissuto come una vera e propria “mutilazione” da parte dei giovanissimi.

Lo smartphone, lo sappiamo tutti, oggi non è solo “un telefono” ma una porta sul mondo, un canale sempre aperto che ci offre la possibilità di entrare in contatto con gli altri in modo immediato e affascinante.

Eliminare il “problema” non sempre può essere la soluzione ideale ma di sicuro la sua gestione può risultare un modo più fattibile e funzionale per affrontare la situazione.

Procediamo “al contrario” allora.

Una possibilità potrebbe essere quella di agevolare il genitore a rafforzare la sua funzione nella relazione con i figli aprendolo alla possibilità di cominciare a “parlare il suo stesso linguaggio social”. Questo può rappresentare un buon punto di partenza per l’incontro tra queste due generazioni.

“Una genitorialità digitale” che sia in grado di monitorare i giochi e le conversazioni dei ragazzi, capace di stabilire delle regole rispetto all’utilizzo dei dispositivi digitali e che sia da esempio rispetto a determinati comportamenti (è chiaro che un genitore non può chattare durante i pasti se vuole che anche il figlio non lo faccia!) possono fare la differenza.

 

dr.ssa Miriam Vitucci

 

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