Educazione affettiva: un’occasione persa per crescere meglio. psicologi che lavorano quotidianamente con bambini, adolescenti e famiglie, troviamo profondamente deludente la recente decisione del governo italiano di non introdurre in modo strutturato l’educazione affettiva nelle scuole. Parlare di affetti, emozioni, relazioni e rispetto reciproco non è “ideologia” ma prevenzione. È tutela. È formazione integrale della persona. L’educazione affettiva non serve solo a “parlare di amore”, ma insegna ai bambini a nominare ciò che sentono, a riconoscere i propri bisogni e quelli degli altri, a comunicare in modo sano, a chiedere aiuto, a stabilire confini, a crescere più consapevoli. Rinunciare a tutto questo per paura di entrare in “territori sensibili” è una rinuncia alla responsabilità educativa che lo Stato ha verso i suoi cittadini più giovani.L’assenza di educazione affettiva non ferma l’affettività ma la lascia in balia di modelli distorti, spesso proposti dai social o da esperienze dolorose non elaborate. L’educazione affettiva, se condotta con competenza e sensibilità, può invece essere uno strumento potente di prevenzione del disagio, della violenza, del bullismo e un’opportunità per costruire adulti più liberi e relazioni più sane.Per questo continueremo a parlarne. A proporla. A renderla, nei nostri studi e nei nostri interventi, una parte essenziale del percorso di crescita.


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